Il cambiamento climatico sta influenzando negativamente la pesca del pesce azzurro, come sarde e alici, specialmente in regioni come la Sicilia. L’aumento delle temperature marine, con punte di 31 gradi nel Mediterraneo, è ritenuto una delle principali cause della diminuzione delle catture.
Ad esempio, le marinerie siciliane, in particolare quella di Porticello, hanno registrato un calo del fatturato dell’80% negli ultimi tre mesi.
Oltre al riscaldamento delle acque, eventi meteorologici estremi come alluvioni e mareggiate hanno ulteriormente ostacolato le attività di pesca, causando una riduzione del 30% del pesce fresco disponibile sul mercato.
Questi fattori contribuiscono alla scarsità di pesce azzurro, portando a un aumento dei prezzi sul mercato.
La combinazione di minore disponibilità e costi operativi più elevati, dovuti anche all’incremento dei prezzi del carburante e della manutenzione, mette a dura prova il settore ittico, rendendo il lavoro sempre meno attraente per le nuove generazioni.
Per affrontare questa crisi, è fondamentale intraprendere azioni mirate, come la diversificazione delle attività di pesca, l’adozione di pratiche sostenibili e la promozione di studi approfonditi sugli effetti del cambiamento climatico sulle risorse ittiche.
Solo attraverso un approccio integrato sarà possibile garantire la sopravvivenza del settore e la sicurezza alimentare delle comunità costiere.
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