Nel 2025, a 86 anni, Graciela Zar ha deciso di iscriversi alla nuova edizione del corso organizzato dalla Scuola lattiero‑casearia del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana DOP per diventare casara e realizzare il suo sogno: aprire un proprio caseificio per la produzione di Mozzarella di Bufala Campana DOP.
Originaria di Buenos Aires, figlia di allevatori, da anni residente in provincia di Roma, madre di tre figli, Graciela porta energia e passione che hanno convinto gli organizzatori del corso.
Il percorso formativo comprende 250 ore di lezioni teoriche e pratiche, seguite da uno stage in caseifici soci del Consorzio. Al termine è prevista la qualifica professionale di “Addetto alle lavorazioni lattiero-casearie”.
«Sono una grande consumatrice di mozzarella di bufala e un giorno ho visto l’annuncio del corso sul mio smartphone, così ho deciso di iscrivermi», dichiara Graciela, che ora è alla ricerca di un socio per realizzare il suo progetto.
Il presidente del Consorzio, Domenico Raimondo, ha commentato che la presenza di Graciela «è la dimostrazione che la passione per il nostro prodotto non conosce limiti».
Questa vicenda è significativa non solo come caso personale, ma anche come simbolo: dimostra che mai è troppo tardi per apprendere un mestiere e che la formazione, anche nei comparti tradizionali come quello della mozzarella DOP, può essere accessibile a persone di ogni età.
Dal punto di vista del settore, il corso della Scuola del Consorzio si conferma strumento strategico per formare nuove figure nel settore lattiero-caseario, garantendo competenze tecniche, normative e pratiche per entrare nella filiera della mozzarella di bufala.
La scelta di Graciela rappresenta un messaggio potente: non esistono barriere d’età quando si tratta di realizzare un sogno e mettersi in gioco. In un mondo in cui spesso si pensa che l’innovazione riguardi solo i giovani, la sua storia ribalta lo schema: un’anziana che decide di imparare un mestiere e lanciare un progetto imprenditoriale.
Per il settore lattiero-caseario, e in particolare per le filiere Dop, questa è una testimonianza di come la passione, la competenza e la formazione possano andare di pari passo. Il corso non è solo un “mestiere”: è anche la valorizzazione del territorio, dell’artigianalità e della qualità.
Infine, il piccolo sogno di Graciela può fungere da ispirazione anche per chi magari non ha più vent’anni, ma ha voglia di cambiare rotta, di reinventarsi o semplicemente di dare forma a una passione.
È un invito a guardare avanti con fiducia e a non pensare che la formazione sia appannaggio solo di chi ha “tutto il futuro davanti”.
Fonte: Italpress
