Lunedì comincerà l’erogazione della 13ª mensilità natalizia, un appuntamento che nel 2025 coinvolge in tutta Italia circa 36 milioni di persone fra pensionati e lavoratori dipendenti.
Per la CGIA di Mestre l’impatto in Sicilia è particolarmente rilevante: nella regione, infatti, il totale dei percettori, pensionati e dipendenti, ammonta a circa 2.320.657 persone, pari a circa il 6,4% del totale nazionale.
(Dato citato nel report regionale presentato nei giorni scorsi)
Questo flusso di liquidità extra fungerà da vero “tampone” per molte famiglie, rafforzando il potere d’acquisto e sostenendo i consumi locali, da piccoli acquisti per le feste, a spese ordinarie o urgenti.
Ecco qualche numero chiave dell’operazione 13ª mensilità 2025 in Italia:
16,3 milioni di pensionati riceveranno la 13ª a partire da lunedì.
Entro Natale si aggiungeranno 19,7 milioni di lavoratori dipendenti (settore pubblico e privato).
L’impatto complessivo sugli italiani sarà un gettito netto stimato in circa 42 miliardi di euro.
In Sicilia, la 13ª può rappresentare per molti nuclei un importante sostegno in vista delle spese invernali e natalizie, ma anche un’occasione per dare una spinta ai consumi e all’economia locale: acquisti, regali, servizi, ma anche spese quotidiane.
Il dato che 2,3 milioni di siciliani stiano per ricevere la 13ª mensilità dimostra quanto questa “gratifica” resti un pilastro fondamentale per tante famiglie in Sicilia e non un lusso, ma una necessità.
In un territorio dove il numero delle pensioni erogate supera spesso quello dei lavoratori attivi, specialmente nelle province meno dinamiche, la 13ª rischia di essere uno dei pochi strumenti di tenuta economica per molte persone.
Se utilizzata con accortezza, questa mensilità aggiuntiva può diventare un’opportunità: non solo per coprire spese immediate, ma per reinvestire nell’economia locale, sostegno ai piccoli negozi, servizi, oppure per affrontare spese impreviste (bollette, salute, etc.).
Detto ciò, resta il rischio che per molte famiglie la 13ª venga “spesa tutta subito” senza generare un reale beneficio duraturo.
Perché il potenziale di rilancio del consumo c’è, ma dipende molto da come si decide di impiegare quel denaro.
Patrizia Paganelli
