Tra le opere infrastrutturali più discusse e mai portate a termine della Sicilia occidentale, la bretella Birgi–Mazara del Vallo occupa senza dubbio un posto di primo piano.

Un collegamento ritenuto fondamentale per garantire un accesso rapido ed efficiente all’aeroporto di Trapani-Birgi, ma che, a distanza di oltre vent’anni, non ha mai superato la fase progettuale.

Il 2024 ha segnato un punto di non ritorno per questa vicenda.

È arrivata infatti la conferma ufficiale del definanziamento dell’opera: i 134 milioni di euro inizialmente destinati alla sua realizzazione sono stati definitivamente sottratti al progetto e destinati ad altri interventi.

Una decisione che ha messo la parola fine a un lungo susseguirsi di annunci, rassicurazioni e ipotesi di imminente avvio dei lavori, mai tradottesi in atti concreti.

Non sono bastati i riferimenti a una Valutazione di Impatto Ambientale ancora in corso né le dichiarazioni su una presunta gara d’appalto pronta a partire per un primo lotto funzionale.

Nei fatti, il progetto è rimasto incagliato nei meandri della burocrazia ministeriale e la procedura di affidamento non è mai stata avviata.

Con la perdita dei fondi, è svanita anche l’ultima possibilità di realizzare almeno una parte dell’infrastruttura.

A confermare lo stop definitivo è stato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, che ha preso atto della cancellazione delle risorse.

Una presa di posizione che certifica il fallimento di una strategia infrastrutturale che avrebbe dovuto rappresentare un volano per lo sviluppo del territorio.

Le conseguenze sono evidenti: un’arteria mai completata, una viabilità alternativa che continua a presentare gravi criticità e un aeroporto che resta penalizzato dall’assenza di collegamenti adeguati. A pagare il prezzo più alto sono cittadini, pendolari e il comparto turistico, costretti a fare i conti con disservizi cronici e opportunità mancate.

La bretella Birgi–Mazara diventa così l’ennesimo esempio di un’opera strategica trasformata in simbolo di inefficienze politiche e amministrative.

Un’occasione persa che continua a pesare sul presente e sul futuro della mobilità nella Sicilia occidentale, mentre il territorio resta in attesa di risposte concrete e di una visione infrastrutturale finalmente all’altezza delle sue esigenze.

Fonte e foto: Tp24.it