Un uomo originario di Agrigento, dopo aver subito una grave compromissione funzionale a un braccio a seguito della somministrazione del vaccino anti-Covid, ha ottenuto il riconoscimento di un indennizzo vitalizio previsto dalla normativa vigente in materia di complicanze irreversibili connesse alle vaccinazioni obbligatorie.
Secondo quanto ricostruito dagli atti, l’uomo aveva completato il ciclo vaccinale con la seconda dose di vaccino Pfizer-BioNTech nel corso della campagna di immunizzazione nazionale contro il Covid-19. Alcuni giorni dopo la somministrazione, ha cominciato a percepire un dolore intenso all’arto interessato, che si è successivamente tradotto in una limitazione sostanziale della sua funzionalità motoria, fino a un quadro di quasi paralisi.
La condizione, segnalata alle autorità sanitarie competenti e oggetto di valutazione medico-legale, rientra tra le complicanze riconosciute dalla legge n. 210 del 1992, che prevede l’erogazione di un sostegno economico ai soggetti che dimostrino danni irreversibili correlati alla vaccinazione obbligatoria.
A seguito dell’istruttoria della Commissione medica e della conseguente accettazione della richiesta presentata dall’interessato, la Regione ha disposto l’erogazione di un indennizzo bimestrale da corrispondere per tutta la durata della vita del beneficiario. Il percorso per ottenere tale riconoscimento, in molti casi complesso e articolato, richiede la documentazione clinica dettagliata e l’attestazione del nesso temporale tra somministrazione e manifestazione del danno, come previsto dalla normativa di riferimento.
La vicenda si inserisce nel quadro più ampio delle procedure di indennizzo per eventi avversi gravi associati alle vaccinazioni, uno strumento di tutela pensato per garantire un supporto economico ai cittadini che riportano effetti funzionali duraturi, anche se rari, come riconosciuto dalla legge attuale.
Fonte: Gds.it
