Presso l’Ufficio Sport fervono i lavori per la predisposizione del bando di gestione della nuova piscina semi-olimpionica comunale. Un passo importante, quasi storico, se si pensa che la città non ha mai potuto vantare una struttura del genere. L’obiettivo dichiarato è quello di renderla un polo sportivo d’eccellenza, attrattivo non solo per gli sportivi locali ma anche per manifestazioni agonistiche.

Tuttavia, come spesso accade, alla speranza si accompagna una certa dose di scetticismo. L’esperienza insegna che i bandi pubblici non sempre scorrono lisci come l’acqua di una corsia olimpionica: ci si augura quindi che l’assegnazione non finisca in qualche palude burocratica, con ricorsi, sospensioni o lungaggini che, in Italia, sono quasi più frequenti dei tuffi dal trampolino.

L’ironia, però, nasce spontanea: mentre si parla di piscina, la città continua a fare i conti con un sistema idrico vecchio, fragile e inefficiente, che costringe i cittadini a convivere con irregolarità nella distribuzione dell’acqua. Da un lato, dunque, si sogna di veder scorrere litri e litri di acqua cristallina in vasca; dall’altro, si continua a litigare con autobotti, turnazioni e rubinetti che gocciolano più promesse che soluzioni.

In ogni caso, la comunità non vede l’ora di assistere al taglio del nastro e – finalmente – vedere questa piscina non solo completata, ma anche funzionante. Perché, in fondo, una città che fatica a garantire acqua ai propri quartieri che inaugura una piscina semi-olimpionica è un paradosso troppo gustoso per non diventare un tema politico… con un tuffo nell’ironia.

Gianfranco Vultaggio

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Author: G-Vultaggio