Il futuro dell’aeroporto di Trapani-Birgi si gioca su un equilibrio delicato: continuare a essere motore del turismo e al tempo stesso accogliere il nuovo polo di addestramento degli F-35.

Un binomio che a prima vista può sembrare insolito, ma che secondo il presidente di Airgest, Salvatore Ombra, può trasformarsi in una chance di rilancio.

«Non c’è alcuna intenzione di ridurre gli spazi e le funzioni civili dell’aeroporto. Birgi resterà un punto di riferimento per i flussi turistici e commerciali della provincia. La presenza degli F-35 non rappresenta un ostacolo, ma una sfida che, se affrontata con equilibrio, può tradursi in opportunità».

Il presidente di Airgest ha poi aggiunto che tra i progetti in corso figura anche il rifacimento della pista, un intervento che migliorerà sicurezza e qualità delle operazioni: «Questi lavori renderanno lo scalo ancora più competitivo, sia per i passeggeri che per le compagnie aeree, senza intaccarne il ruolo strategico nazionale».

Le parole di Ombra aprono a una lettura ottimistica del futuro di Birgi. L’eventuale convivenza tra voli civili e addestramento militare non deve essere vista come una limitazione, ma come un’occasione per aumentare la visibilità internazionale dello scalo. Un aeroporto in grado di attrarre turisti e, al contempo, di ospitare un polo tecnologico avanzato come quello degli F-35, può infatti diventare un unicum in Italia. Se le promesse saranno mantenute, Trapani-Birgi non solo resterà la porta d’ingresso al territorio, ma potrà ambire a un ruolo più ampio: quello di hub moderno, efficiente e riconosciuto oltre i confini regionali.

Gianfranco Vultaggio

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Author: G-Vultaggio