Secondo l’ultimo rapporto “Senza Filtri” di Save the Children, in Sicilia appena il 32,3% degli adolescenti legge libri al di fuori di quelli scolastici, il dato più basso tra tutte le regioni italiane.

L’analisi, parte della XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a Rischio, evidenzia una forte carenza di partecipazione culturale: solo il 39,7% dei giovani isolani ha visitato musei o mostre (contro una media nazionale del 50,1%) e il 31,5% ha visitato siti archeologici (contro il 40,2% della media italiana).

Dal rapporto emerge anche che solo una quota ristretta partecipa ad altre forme di intrattenimento culturale: il 39,6% è stato a uno spettacolo teatrale, mentre solo il 24,3% ha assistito a un concerto, un dato tra i più bassi in Italia.

Questi numeri parlano di un problema più grande: una potenziale “povertà educativa” radicata nella vita quotidiana dei giovani siciliani. Il contesto familiare e territoriale gioca un ruolo chiave: l’abitudine alla lettura risulta fortemente legata al fatto che i genitori leggano, e dove l’offerta culturale è scarsa, i ragazzi hanno meno stimoli per coltivare il piacere della lettura.

Questi dati sono profondamente preoccupanti: quando meno di un adolescente su tre sceglie di leggere per piacere, non è solo un segnale di disinteresse individuale, ma di un sistema che fatica a fornire l’accesso e la motivazione culturale.

La lettura è uno strumento fondamentale per lo sviluppo della creatività, del pensiero critico e della conoscenza di sé, ma se manca il supporto familiare, se le risorse culturali sul territorio sono poche o assenti, molti giovani rischiano di crescere senza accedere a questi benefici.

Se non interveniamo seriamente, rischiamo di alimentare un circolo vizioso di esclusione culturale, che non solo impoverisce il presente degli adolescenti siciliani, ma mette a repentaglio il loro futuro come cittadini consapevoli.

G-Vultaggio
Author: G-Vultaggio