A Mazara del Vallo il clima politico somiglia sempre più a quello di una giornata di scirocco: caldo, appiccicoso e con la sabbia che entra ovunque.
A Palazzo, più che una maggioranza, sembra andare in scena una prova generale di equilibrismo, con protagonisti intenti a restare in piedi su un filo sempre più sottile.
Il sindaco Salvatore Quinci osserva il quadro come un direttore d’orchestra alle prese con musicisti che suonano spartiti diversi.
Da un lato, il gruppo di Fratelli d’Italia, numericamente solido e ben rappresentato, con gli assessori Vito Torrente e Giampaolo Caruso, oltre a una pattuglia consiliare tutt’altro che silenziosa.
Dall’altro, l’area che fa riferimento al vicesindaco Vito Billardello, diventata nel tempo una sorta di ago della bilancia… o forse della bilancia intera.
Nel mezzo, consiglieri che hanno cambiato lato del campo con la disinvoltura di chi attraversa la strada per cercare ombra, contribuendo a rendere la maggioranza un puzzle in continua ricomposizione.
Le discussioni, inizialmente presentate come normali, hanno ormai assunto i toni di un dialogo tra sordi, con qualche nota stonata emersa anche in aula.
E così, tra un capitolo di bilancio che scompare e qualche dichiarazione al vetriolo, prende forma l’idea più gettonata del momento: il celebre “azzeramento della Giunta”.
Una sorta di reset politico, versione amministrativa del “spegni e riaccendi”, nella speranza che al riavvio tutto funzioni meglio.
Ma attenzione: premere quel pulsante potrebbe trasformare la partita in qualcosa di più movimentato.
Tra le ipotesi che circolano con insistenza c’è quella di un possibile cambio di panchina da parte di Fratelli d’Italia, che, se dovesse davvero alzarsi e salutare, lascerebbe il campo con effetti tutt’altro che trascurabili sugli equilibri consiliari.
Nel frattempo, si mormora di nuovi ingressi, poltrone da riassegnare e geometrie variabili degne di un manuale avanzato di strategia politica.
Tutto mentre la città osserva, forse con curiosità, forse con un pizzico di déjà vu.
Resta da capire se prevarrà lo spirito di ricucitura o se qualcuno deciderà che è arrivato il momento di cambiare completamente scenografia.
A Mazara, in fondo, il copione è sempre lo stesso: quando sembra tutto fermo, è solo la pausa prima del prossimo colpo di scena.
